domenica 10 luglio 2011

Ultime novità sulla cometa Elenin

Cometa Elenin, 21/6/2011
La cometa C/2010 X1 Elenin che tanto trambusto sta creando nel web ha superato da poco l'orbita di Marte e sta ora marciando velocemente verso il Sole.

L'immagine qui a fianco è una di quelle tenute segretissime che nessuno riesce a trovare, tanto che per scovarla sono addirittura dovuto andare a cercare sul misteriosissimo sito del suo scopritore, Leonid Elenin (la cometa è quel batuffolo al centro della foto).

Questo perfido oggetto celeste che dovrebbe occultare nella sua coda degli UFO, contenere una nana bruna, nascondere Nibiru ed essere in combutta coi Maya sarà visibile ancora per poco. Da metà mese andrà infatti a nascondersi (probabilmente per la vergogna) dietro il Sole, per poi riapparire in ottobre quando la sua luminosità sarà aumentata, arrivando probabilmente al limite della visibilità ad occhio nudo (sempre che il suo nucleo non si frantumi al perielio).

Forse però riusciremo a vederla ugualmente grazie alla NASA...

Rimedi contro il caldo

Re Julien e il suo rimedio contro il caldo

sabato 9 luglio 2011

Le scie "chimiche" che prima del 1995 non c'erano...

Un bombardiere della II Guerra Mondiale
lascia una scia di condensazione
I sostenitori delle scie chimiche dicono che queste sarebbero riconoscibili rispetto le normali scie di condensazione per la persistenza e per il fatto che tendono a spandersi fino a sbiancare grandi squarci di cielo.

Un altro dei loro dogmi è che sarebbero un fenomeno recente, iniziato nel 1995, di cui non ci sarebbe traccia nel passato.

Un'anziana signora, le registrazioni meteorologiche, i rapporti della RAF e dell'USAF e il seguente articolo di New Scientist contraddicono entrambe queste affermazioni...

domenica 26 giugno 2011

La prima immagine di Marte

Disegno di Marte di Percival Lowell confrontato
con una foto dello Hubble Space Telescope
Ecco la prova che la NASA tarocca le immagini da sempre... ;-)

Nel luglio del 1965 la sonda automatica Mariner 4, lanciata da Cape Canaveral otto mesi prima, passò a poco più di 9800 km dalla superficie di Marte e cominciò a spedire le prime immagini dirette del pianeta rosso. Prima di allora c'erano solo disegni di osservazioni telescopiche come quelle di Percival Lowell e Giovanni Schiapparelli.

Sul Mariner 4 era montata una videocamera televisiva che riprese il pianeta memorizzando le immagini su un registratore a nastro (un vero e proprio videoregistratore). Superato Marte la sonda cominciò a trasmettere le immagini e al Jet Propulsion Laboratory cominciarono ad arrivare i dati, una sfilza di 0 e 1. All'epoca l'informatica era ai suoi albori e l'elaborazione di quei dati da parte dei computer avrebbe richiesto diverse ore.

Ma i ricercatori non stavano più nella pelle dalla curiosità anche perché la missione precedente, il Mariner 3, era fallita proprio per un'avaria alla videocamera di bordo. Così si inventarono un modo per avere un'anteprima...

sabato 4 giugno 2011

Stupite i vostri amici prevedendo i terremoti...

Palle (di cristallo?)
La prossima settimana in occasione dell'allineamento dell'asteroide Apophis con il Sole e la cometa Elenin, sul nostro pianeta si verificheranno almeno una ventina di terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 5, e tre o quattro di magnitudo maggiore o uguale a 6.

Cosa c'è di strano? Che non ho la più pallida idea di dove sia Apophis in questo momento. Avrei potuto indicare qualunque altro evento (Nibiru, i Maya, il prossimo discorso di Berlusconi, il compleanno della mia ex, la vincita del superenalotto). Però la previsione sui terremoti sarà azzeccata...

giovedì 2 giugno 2011

Come combattere comete assassine e allineamenti catastrofici con le mele

Mi ero riproposto di non scrivere più su un argomento così sciocco ma il clamore sulla cometa Elenin a quanto pare non cala. Evidentemente molte persone hanno trovato strana la coincidenza, urlata a gran voce da monti siti "alternativi", che intorno alla metà di marzo questa cometa fosse allineata con la Terra e il Sole, proprio quando sul Giappone si scatenavano uno dei terremoti più violenti della storia e uno tsunami devastante che ha spazzato via decine di migliaia di vite.

La tesi è che la Elenin non sarebbe una cometa ma forse qualcos'altro; un oggetto astronomico massiccio e compatto la cui attrazione gravitazionale allineata a quella del Sole avrebbe sconvolto la crosta terrestre. Ha senso questa idea?

venerdì 27 maggio 2011

La "scienza ufficiale" refrattaria al cambiamento

La dottoressa Jasmina Lazendic-Galloway,
l'autrice della scoperta, Amelia Fraser
McKelvie, e il dr. Kevin Pimbblet
E' uno degli argomenti preferiti dei sostenitori delle pseudoscienze: la scienza "ufficiale", "accademica", "cattedratica" non sarebbe incline ad accettare idee nuove e cambiamenti.

A sentir loro, le gerarchie dei baroni universitari non accetterebbero le intrusioni di chi è al di fuori della loro casta. Lo scientismo imperante escluderebbe e ostracizzerebbe così i tanti ricercatori indipendenti (dalla mente tanto aperta) che si muovono lungo strade alternative e invise all'ortodossia scientifica...

Amelia Fraser-McKelvie, una studentessa 22enne alla facoltà di ingegneria di Melbourne in Australia è forse riuscita in pochi mesi dove gli scienziati hanno fallito per decenni.
La "massa mancante" nell'universo, quella inutilmente cercata per decenni da blasonatissimi astrofisici delle più gloriose università ed accademie del pianeta, sarebbe stata identificata da questa impertinente sconosciuta che si è permessa di mostrare a tutto il mondo quello che era sempre stato sotto il loro naso.

Che cosa fanno gli scienziati invidiosi e occultisti? Negano? Occultano? Mistificano? Cercano di screditarla e di insabbiare la questione per poi attribuirsi la scoperta?

No: pubblicano la sua scoperta su una prestigiosa rivista scientifica, dandole tutta l'enfasi e i riconoscimenti del caso.

Perfidi...


Approfondimenti:
  • An estimate of the electron density in filaments of galaxies at z~0.1 (http://arxiv.org/abs/1104.0711, Cornell University Library)
  • Monash student finds Universe’s missing mass (Monash University)
  • Nuovi indizi sulla massa mancante (link, Istituto Nazionale di AstroFisica)