mercoledì 6 aprile 2011

Perchè non voglio il nucleare

Uno dei reattori distrutti a Fukushima
Potrei dire che non voglio il nucleare perché ci sono state Chernobyl e Fukushima, ma non lo dico. Non è questo il punto e probabilmente in questi termini la questione sarebbe malposta.

Io non voglio il nucleare:
  • perché l'Italia non ha uranio e lo dovrebbe comprare, esattamente come compra il petrolio;
  • perché in Italia si possono fare l'eolico, il geotermico, il solare, il biogas, i biocarburanti; e perché investire nella ricerca, nelle energie alternative e nel risparmio energetico creerebbe un ciclo virtuoso di sviluppo;
  • perché in Italia le scorie nucleari di prima del 1987 sono ancora nei depositi temporanei;
  • perché in Italia la maggior parte del terriorio è a rischio sismico o idro-geologico;
  • perché in Italia franano le montagne e le colline diventano fiumi di fango, travolgendo case e persone;
  • perché in Italia ci sono imprenditori che festeggiano i terremoti;
  • perché in Italia coi terremoti crollano edifici venduti come antisismici;
  • perché in Italia, per risparmiare, c'è chi compra cemento fatto con materiali scadenti;
  • perché l'Italia è uno dei paesi più corrotti d'Europa;
  • perché in Italia non riusciamo a impedire le discariche abusive, lo scarico in mare dei veleni, l'inquinamento delle falde acquifere;
  • perché in Italia ci sono costruttori che assumono muratori in nero;
  • perché in Italia ci sono le mafie che dicono agli imprenditori da chi si devono rifornire;
  • perché in Italia chi è disonesto e costruisce illegalmente o evade il fisco portando capitali illegali all'estero è premiato con condoni e scudi fiscali;
  • perché in Italia chi fa il furbo viene considerato più intelligente e capace;
  • perché in Italia gli appalti sono concessi ad amici, parenti o in cambio di "massaggi particolari" nei centri benessere;
  • perché in Italia le grandi opere vengono realizzate spendendo 20 volte più di quanto preventivato;
  • perché è da quando sono nato che la Salerno-Reggio Calabria è quasi finita;
  • perché in Italia i rappresentanti del popolo sono spesso scelti per avvenenza fisica o perché capaci di garantire voti e non per competenza, integrità o merito;
  • perché in Italia il conflitto di interessi tra banche, imprese e finanza è tale che controllati e controllori sono le stesse persone;
  • perché i partiti che sono al governo in Italia dicono sì al nucleare, ma gli stessi partiti, quando sono al governo nelle regioni, non vogliono centrali nucleari a "casa loro";
  • ma soprattutto, perché in Italia ci sono persone pronte ad acclamare come uomo della provvidenza chi promette quanto sarebbe suo dovere e loro diritto, spacciandolo per propria concessione personale o regalo.
Per tutto questo e per altro ancora, non voglio il nucleare.

Domenica 12 e lunedì 13 giugno si vota tre volte SÌ per dire NO.
  1. vota per dire no al nucleare;
  2. vota per dire no alla privatizzazione dell'acqua;
  3. vota per dire no al legittimo impedimento;

Ricordatevi che dovrete pubblicizzarlo voi il referendum, perché non faranno passare gli spot ne' in RAI ne' su Mediaset.

Ricordatevi che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. È cioè necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone.

Se il referendum non sarà pubblicizzato in TV, i cittadini non sapranno nemmeno che ci saranno dei referenda da votare il 12 giugno. Quindi i cittadini, non andranno a votare e il quorum non sarà raggiunto. Vuoi che le cose non vadano a finire cosi?

Pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.

Passaparola!

10 commenti:

  1. Quoto tutto!! Passo su face ed inoltro per posta! :)

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  2. Che sia costruito in Italia o no, il nucleare è decisamente anti-economico:

    http://climateprogress.org/2011/04/06/does-nuclear-power-have-a-negative-learning-curve/

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  3. E' un bel po' di tempo che cerco di capire se sono pro o contro il nucleare.
    Ti confesso che se fossimo negli anni 80 (facciamo l'87, vah...) probabilmente non sarei d'accordo con te.

    Però siamo nel 2011.
    E quello del ricorso al nucleare, oggi, in Italia, mi sembra il classico caso di chiusura della stalla quando i buoi sono scappati.

    Non posso poi che quotare le tue 21 ragioni.

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  4. Io non discuto che possano esserci centrali nucleari "sicure". Ammettiamo pure che possano esserci.

    Però penso che finché in Italia non saranno risolti un bel po' di problemi, non solo infrastrutturali, non si potrà parlare seriamente di nucleare; nel senso che è un problema troppo serio perché lo possa affrontare questa Italia.

    Sarei terrorizzato che fossero gruppi imprenditoriali italiani a progettare e costruire una centrale nucleare.

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  5. ok, sei diventato un fuffologo pure tu.
    Pazienza.

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  6. Il blog di ASPO ha molti post interessanti sul nucleare:

    http://aspoitalia.blogspot.com/

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  7. :-)

    Può darsi.

    Come ho già detto, non contesto che si possano costruire centrali nucleari sicure.

    Il problema è che sulla carta lo sono tutte. Sulla carta, chi le costruisce e chi le controlla garantisce che lo siano. Sulla carta, tutti le fasi di costruzione sono seguite e controllate scrupolosamente. E, sulla carta, tutte le parti critiche hanno doppi o tripli controlli, ecc.

    Questo altrove funziona, spesso non solo sulla carta. Ho seri dubbi che possa funzionare in Italia. Sulla carta in Italia la Casa dello Studente e l'ospedale dell'Aquila erano sicuri. Viene concesso il permesso di edificare su terreni fradici, che cedono. In tutto il paese, dal sud al nord, gli esempi in questo senso si sprecano. E nella maggioranza dei casi c'è qualcuno certifica che le cose sono a posto. Abiamo un problema "corruzione" (inteso in senso ampio e a tutti i livelli, dalle istituzioni fino ai comuni cittadini) che ritengo più urgente delle centrali nucleari.

    Insomma, secondo me in Italia mancano le condizioni minime perché questa sicurezza possa essere garantita.

    Oltretutto, se da una parte abbiamo un governo che proclama a gran voce il ritorno del nucleare e dall'altra, a livello regionale, viene rifiutato ovunque, anche e soprattutto dai governi regionali dello stesso colore di quello centrale, tu credi che ci siano reali intenzioni di farlo? Io semmail l'odore di fuffa lo sento in quei proclami.

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  8. Ottimo sito Paolo, grazie.

    Leggendo l'articolo in home page mi è balzata agli occhi la sua conclusione: il vero rischio della tecnologia attuale sarebbe la concreta possibilità che il combustibile diventi indisponibile già durante il ciclo di vita di queste centrali.

    Il che mi fa aggiungere una una considerazione: si fosse pensato a centrali di quarta generazione, di quelle a sali fusi, avrei avuto molti meno dubbi.

    Dovendo ripartire da zero, avremmo potuto investire in un progetto possibile ma ancora inedito che richiede ricerca di base, tecnologia e competenze; e dunque investimenti importanti in questo senso (col relativo ciclo virtuoso che ne deriva: più scienziati e meno aspiranti tronisti e veline).

    In più il risultato sarebbero centrali intrinsecamente sicure (in caso di problemi si può far cadere il combustibile nucleare in una "bara" per semplice gravità dove magari i sali fusi possono essere "allungati" con sostanze non reattive) che funzionano con combustibili come il torio molto più disponibili dell'uranio, che praticamente non producono scorie e che anzi permettono di riciclare quelle esistenti.

    Invece no: visto che in Italia abbiamo baracconi degli anni '60-'70 le cui competenze sono su tecnologie di quel periodo e gente che capisce solo metri cubi di cemento, allora optiamo per quelle di 3a generazione, che sono di fatto un miglioramento di quelle tecnologie e che nascono già condannate.

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  9. Gabriele ti volevo segnalare questo articolo:

    http://technews.it/IQLEg

    Sono le nuove frontiere della Fisica che ci daranno energia a basso costo?
    Che dici?

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  10. Vedremo. Per il momento Rossi non ha voluto rivelare dettagli sul suo attrezzo e non è stato trasparente sulle misurazioni. Le pubblicazioni che ha tentato di fare sono state rifiutate su tutte le riviste scientifiche, per la non verificabilità di quanto affermava. Per commercializzare la scoperta ha scelto la Grecia, un paese in crisi e con un dannato bisogno di soldi, pronto in questo momento a lasciare i controlli al minimo. Inoltre sembra che abbia rimandato la commercializzazione perchè intenderebbe dotare i suoi apparecchi di un sistema di autodistruzione in caso di apertura.

    Per il momento non si può dire nulla, solo credere alla sua parola.

    Dati i trascorsi non proprio candidi del personaggio, il dubbio che si tratti di una bufala ce l'ho, anche se spero ovviamente che non sia così.

    RispondiElimina

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