martedì 5 aprile 2011

Pianeti rocciosi e lune

Le dimensioni relative dei corpi celesti sono tanto misconosciute quanto le distanze astronomiche.

Per esempio, molti si meravigliano scoprendo che la nostra Luna è parecchio più grande di Plutone; e che anche Mercurio è più piccolo di alcune lune del sistema solare.

Nell'immagine che segue ho messo a confronto le dimensioni dei maggiori corpi rocciosi conosciuti del Sistema Solare. Si tratta dei pianeti rocciosi, di quelli nani e di alcuni satelliti naturali di pianeti del sistema solare...

domenica 3 aprile 2011

Un pallido puntino blu

Pale Blue Dot
Il 14 febbraio del 1990 la sonda Voyager 1, lanciata il 5 settembre del 1977, aveva superato l'orbita di Plutone e a sei miliardi di km dalla Terra si accingeva a lasciare il sistema solare.

Carl Sagan aveva suggerito alla NASA di scattare delle foto ai pianeti del sistema solare da quella posizione così privilegiata, una specie di album di famiglia.

Una di queste foto (cliccate sul particolare qui a fianco per vederla intera) diventò famosa col nome di "Pale Blue Dot" (pallido punto blu).

La fascia chiara quasi verticale è un riflesso del Sole sulle ottiche della macchina fotografica. Quel pallido, insignificante puntino blu al centro della foto è la Terra.

Vedendo la Terra così, un puntino blu in mezzo all'oscurità, Sagan fece le seguenti considerazioni, di straordinaria sensibilità e drammatica attualità...

sabato 2 aprile 2011

Tyche, signora delle comete; Nemesis, signora della distruzione; e Nibiru, signore dei creduloni

Giove potrebbe non essere il più grande pianeta del Sistema Solare
Nel novembre dello scorso anno la rivista scientifica Icarus ha pubblicato uno studio [1] degli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire che hanno proposto l'esistenza di un nuovo pianeta addirittura più grande di Giove all'estrema periferia del sistema Solare, dentro la nube di Oort.

Questo gigante lontanissimo ogni tanto scaglierebbe verso l'interno del sistema solare qualche cometa dall'immensa riserva di palle di neve sporca che costituisce la nube di Oort.

L'autorevole annuncio viene 30 anni dopo la congettura scientifica di Nemesis e qualche anno dopo la baggianata pseudoscientifica di Nibiru: c'è da crederci?

mercoledì 30 marzo 2011

Cometa Elenin (C/2010 X1): aggiornamento del 30/3/2011

Dopo l'articolo sulla cometa Elenin, ecco la simulazione del suo passaggio aggiornata con parametri orbitali un po' più precisi. Consiglio di metterla a tutto schermo e di vederla in alta definizione (720p HD).

L’orbita più interna è quella di Mercurio. Seguono Venere, Terra e Marte. La coda della Elenin è volutamente molto accentuata. L’inclinazione della sua orbita rispetto quella terrestre è minima, meno di 2°, per cui l’azione avviene quasi sullo stesso piano. D'altra parte, astronomicamente parlando, "quasi" significa comunque numeri enormi. La cometa sembra attraversare l'orbita terrestre, ma in realtà passa a quasi 4,5 milioni di km dal percorso del nostro pianeta intorno al Sole e a oltre 35 milioni di km da noi.

Non ci sono grosse novità rispetto la simulazione precedente. Sembra che la cometa non passerà all'interno dell'orbita di Mercurio. A naso, se questo da una parte rende ancora più improbabile la frammentazione del nucleo, dall'altra potrebbe rendere meno spettacolare la coda di gas e polveri, che al momento dovrebbe essere già lunga più di un milione di km (era oltre 900.000 km il 7 marzo).

Vuoi sapere se la cometa Elenin C/2010 X1 porterà la fine del mondo o qualche altra grande sfiga? Clicca qui! Per qualunque altra domanda sulla cometa, consulta le FAQ.


Approfondimenti:

sabato 26 marzo 2011

Rispetto (mancanza di)

Vignetta di Don Addis

«Ora vi dirò cosa avete fatto agli atei per mille e cinquecento anni… Li avete estromessi dalle università o da qualunque possibilità di insegnamento, avete insozzato le loro reputazioni, bandito o bruciato i loro libri o i loro scritti di qualsiasi tipo, li avete esiliati, umiliati, avete confiscato le loro proprietà, li avete arrestat per blasfemia. Li avete disumanizzati picchiandoli o sottoponendoli a raffinate torture, gli avete tolto gli occhi, tagliato la lingua, stirato, schiacciato e spezzato gli arti, strappato i seni se erano donne, schiacciato i testicoli se erano uomini, li avete imprigionati, pugnalati, sbudellati, impiccati, bruciati vivi. E ora avete il coraggio di lamentarvi se rido di voi…»

(Dr. Madalyn Murray O’Hair)

Tsunami, voce della paterna bontà di Dio

L'ira di Dio
Roberto De Mattei, docente di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l'Università Europea di Roma (Legionari di Cristo) e presidente della Fondazione Lepanto, il 16 marzo scorso, nel corso della trasmissione "Radici Cristiane" su Radio Maria ha cercato di spiegare agli ascoltatori il senso escatologico il significato del potentissimo terremoto e del devastante tsunami che hanno recentemente colpito il Giappone, facendo sue le dichiarazioni dell'arcivescovo di Rossano Calabro, monsignor Mazzella (da uno scritto del 1909 riferito al terremoto di Messina del 1908).

Per De Mattei le decine di migliaia di morti e le devastazioni del maremoto sarebbero una punizione che rientra nel disegno divino, una “esigenza della giustizia di Dio”. Ancora. secondo l'accademico, “Le grandi catastrofi sono la voce terribile ma paterna della bontà di Dio che richiama al fine ultimo della nostra vita”, infatti “Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo”. Ha aggiunto che “le catastrofi sono i giusti castighi di Dio” in quanto “alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.

Embè? Direte voi. Per un tradizionalista cattolico pensarla così è normale. Sì, ma si da il caso che De Mattei sia anche vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l'omologo italiano delle varie accademie nazionali delle scienze ...

venerdì 18 marzo 2011

Che impatto hanno 7 miliardi di persone sul pianeta?

Globalizzazione, di Altan
Sul National Geographic di questo mese c'è un interessante specchietto sull'impatto umano sul pianeta, una bella provocazione cui non potevo non abboccare.

Ogni giorno TV, giornali e Web ci propongono tragedie spaventose di fronte alle quali ci sentiamo impotenti: disastri naturali, guerre, terrorismo, fame, carestie spingono tanti disperati a fuggire verso paesi con condizioni di vita migliori. È evidente che tantissime persone vivano sotto la cosiddetta soglia di povertà e muoiano di fame o di malattie oggi curabili; ed è altrettanto concreta la possibilità che qualche evento nefasto possa precipitare anche noi occidentali privilegiati in quelle condizioni; e che questi privilegi siano messi in discussione.

D'altra parte è altrettanto vero che molte di quelle malattie cent'anni fa erano incurabili e se, come sembra, entro quest'anno la popolazione mondiale toccherà i 7 miliardi di individui, ciò significa che viviamo più a lungo, anche nei posti dove si muore di più, e che dunque le condizioni globali dell'umanità devono essere migliorate. I recenti avvenimenti nel Nord Africa sono stati possibili anche per il Web che ha permesso il coordinamento della ribellione e ha sbattuto in faccia a tutti la consapevolezza che molto di ciò che pensavamo di quella gente era sbagliato.

Con la globalizzazione paesi come l’India e la Cina, che da soli hanno un terzo della popolazione mondiale, pretendono per la propria gente un tenore di vita più alto e stanno erodendo fortemente il dominio economico dell'occidente ricco e opulento oggi in crisi.

Insomma, siamo ormai 7 miliardi ma abbiamo ancora un futuro?

L'impatto che tutto ciò ha sul pianeta è sotto gli occhi di tutti. Non passa giorno che qualcuno non ci dica che le risorse stanno per finire, che il petrolio è agli sgoccioli e servono altre fonti di energia, che il clima sta cambiando a causa dell'uomo, che il riscaldamento globale porterà migrazioni di massa senza precedenti e cambierà l'assetto socio economico mondiale.

Perché aumenta il nostro impatto sul pianeta? È colpa della sola crescita demografica, che in 111 anni ha portato la popolazione mondiale dagli 1,8 miliardi del 1900 ai 7 miliardi di quest’anno? Del benessere, che implica maggiori consumi di energia e altre risorse? Oppure della tecnologia, che offre sempre nuovi strumenti di sfruttamento delle risorse?

giovedì 17 marzo 2011

Megaquake connection: i grandi terremoti sono collegati?

Ho tradotto un articolo drammaticamente attuale pubblicato ieri su New Scientist che cerca di far luce su una cosa che in molti si stanno chiedendo dopo il terribile sisma in Giappone.

C'è qualche possibilità che i devastanti terremoti degli ultimi anni (Sumatra nel 2004, magnitudo 9,1; Cile nel 2010, magnitudo 8,8; e ora il Giappone, magnitudo 9,0) siano in qualche modo collegati tra loro?

Catherine Brahic ha esaminato le prove per New Scientist ...