domenica 27 dicembre 2015

È solo una teoria...

Parlando tra noi usiamo la parola “teoria” per indicare un’idea, un punto di vista riguardo qualcosa, una congettura, un’opinione: «Ho una mia teoria su questa faccenda»... Spesso la usiamo per specificare qualcosa di cervellotico, quasi inutile, che si contrappone alla pratica: «In teoria dovrebbe funzionare, ma in pratica...»
Quando si sente parlare di questioni scientifiche ostiche o contro-intuitive come la Teoria della Relatività o magari quando la teoria evoluzionistica di Darwin fa a pugni con le convinzioni religiose più radicate, qualcuno si sente autorizzato a dire che, in fondo “è solo una teoria”...

Quest’affermazione, riferita a una teoria scientifica, è una delle cose più stupide che si possano dire. Vediamo di capire perché.

giovedì 24 dicembre 2015

Logiche a confronto (2)

Bertrand Russel, nel 1952, scrisse un articolo che conteneva una metafora passata alla storia come “la Teiera di Russel”.
«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente. »
È un discorso che si applica tanto alla religione quanto alle teorie newage, al paranormale, all'ufologia e alle pseudo-scienze in genere. Insomma, affermazioni straordinarie hanno bisogno di prove straordinarie, ed è assolutamente lecito e logico chiederle.

Ma per qualcuno la logica non funziona nella maniera convenzionale. In un articolo precedente avevo tradotto una vignetta che metteva queste logiche a confronto. Qui ho aggiunto una categoria: quelli che si offendono e si sentono discriminati se gli si chiede di provare quello che dicono, convinti che tutte le opinioni e le idee siano ugualmente rispettabili (cosa assolutamente falsa: se va rispettato il diritto di ciascuno di esprimere la propria opinione, nessuno mi convincerà mai a rispettare, per esempio, le opinioni di un razzista).

Vedi: Logiche a confronto


lunedì 21 dicembre 2015

Spada romana a Oak Island… su eBay


Una spada romana fuori posto?
L’idea che le Americhe siano state scoperte prima di Colombo non è certo nuova. Pare ormai assodato che almeno i vichinghi vi fossero giunti secoli prima dell’esploratore genovese e vi avessero stabilito delle colonie, poi abbandonate.

Secondo alcuni studiosi è possibile che la scoperta sia di gran lunga precedente. Lucio Russo su questa ipotesi ha scritto un bel saggio, L’America dimenticata, edito da Mondadori, che consiglio a tutti di leggere (insieme a La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, Feltrinelli, dello stesso autore).

Per questo motivo non mi sconvolgerebbe più di tanto se un bel giorno un ritrovamento archeologico nelle Americhe ci costringesse a correggere i libri di storia, anticipando la scoperta del Nuovo Mondo di oltre 1500 anni.

Quello che mi lascia invece sempre perplesso è la profusione di credulità gratuita su ipotesi azzardate che richiederebbero prove rigorose e il non sentire nemmeno lontanamente il bisogno di fare verifiche. Si legge qualcosa “su internet” e non ci si pone minimamente il problema di capire se si tratta di una notizia o di una bufala. Un esempio è questo articolo su Vanilla Magazine: Ritrovata un’antica spada Romana a Oak Island in Canada