giovedì 5 maggio 2016

Diventare uomini: una linea crono-genetica dell'evoluzione umana

Il cra­nio chia­ro al cen­tro ap­par­tie­ne a un uo­mo mo­der­no, ho­mo sa­pi­ens sa­pi­ens, di 22.000 anni fa (Cro-Ma­gnon, Fra­ncia). Gli al­tri, da si­nis­tra a de­stra, so­no di un au­stra­lo­pi­te­cus afri­ca­nus (3-1,8 mi­lio­ni di an­ni fa), di un ho­mo ha­bi­lis (2,1-1,6 mi­lio­ni di an­ni fa), di un ho­mo ere­ctus (o er­ga­ster, 1,8-0,3 mi­lio­ni di an­ni fa), e l'ul­ti­mo, scu­ro, è di un al­tro sa­pi­ens sa­pi­ens di 92,000 an­ni fa (Qaf­zeh, Isra­ele).

Ri­­as­­su­­me le tap­­pe del­­la no­­stra evo­­lu­­zio­­ne non at­tra­ver­so i ri­tro­va­men­ti pa­leon­to­lo­gi­ci e le da­ta­zio­ni geo­lo­gi­che, ma ri­per­cor­ren­do nel cor­so dei mi­lio­ni di an­ni le mu­ta­zio­ni ge­ne­ti­che che ci han­no re­si quel­lo che sia­mo.

Eccolo qui, tradotto, adattato e integrato.

I sem­pli­ci pas­si che ci han­no re­si uma­ni


Nel cor­so di di­ver­si mi­lio­ni di an­ni, le an­ti­che scim­mie si so­no gra­dual­men­te evo­lu­te in es­se­ri uma­ni. Ec­co i cam­bia­men­ti chia­ve che han­no spe­ri­men­ta­to in que­sto lun­go cam­mi­no evo­lu­ti­vo...

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