lunedì 27 febbraio 2012

Tracce di alieni sulla Luna? Cerchiamole!

Il monolito nero sepolto sotto la
superficie lunare di "2001 odissea
nello spazio
Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, la sonda che sta fotografando la superficie lunare e che tanti dispiaceri ha dato ai lunacomplottisti, ha raccolto finora quasi trecentocinquantamila immagini ad altissima risoluzione (mezzo metro per pixel, se non sbaglio) del nostro satellite, mappandone circa un terzo. Si prevede che alla fine della missione le immagini saranno oltre un milione.

I professori Paul Davies e Rober Wagner della Arizona State University ritengono che queste immagini e tutti gli altri dati provenienti dalle recenti missioni lunari possano essere utilizzati per cercare eventuali prove che delle civiltà aliene evolute abbiano fatto visita al nostro pianeta. Di speranze ne hanno poche, ma visto che i dati ci sono il rapporto costi/benefici di un'eventuale ricerca sarebbero potenzialmente enormi...

Una possibilità è che sul nostro satellite possano essere caduti dei rifiuti o dei relitti. L'altra è che possano avere intenzionalmente lasciato delle tracce. I due argomentano infatti che se degli alieni avessero voluto lasciarci un segnale del loro passaggio ragionevolmente non avrebbero costruito dei monumenti sul nostro pianeta. Le popolazioni primitive non li avrebbero capiti e il tempo li avrebbe cancellati piuttosto rapidamente: foreste che crescono e modificano il territorio, alluvioni, terremoti, bradisismi, deserti che avanzano e recedono, vento, pioggia, neve, ghiaccio, e la vita e l'uomo stessa modificano la superficie del pianeta in tempi rapidissimi.

Sulla Luna è diverso: lassù non c'è un'atmosfera in grado di modificare il paesaggio e l'attività sismica è minima. Per quel che riguarda meteoriti e asteroidi, i sismografi lasciati sulla sua superficie dalle missioni Apollo hanno rilevato che la frequenza degli impatti di oggetti con almeno le dimensioni di un chicco d'uva è di uno al mese. Ci vorrebbero in media centinaia di milioni di anni per seppellire un oggetto delle dimensioni di una decina di metri.
Al centro della foto il cratere Tycho con la sua straordinaria raggiera
Dunque se degli alieni avessero voluto lasciarci un segno, avrebbero potuto farlo sulla Luna, magari sul fondo di uno dei grandi crateri più grossi e recenti (tipo Tycho, nella foto sopra). Avrebbero ottenuto il doppio risultato di renderli accessibili solo a popolazioni sufficientemente evolute da capirli e di renderli quasi eterni. La tesi del resto non è originale: il monolito nero di "2001: odissea nello spazio", nel libro di Arthur C. Clarke, era stato giudicato proprio un segnale, un simbolo immodificabile lasciato da antichissimi alieni.

Lo scetticismo rispetto la probabilità di trovare qualcosa è naturalmente forte - quella che si sta facendo è davvero una congettura azzardata - ma d'altra parte controllare con un sistema computerizzato eventuali anomalie costerebbe relativamente poco e non rovinerebbe nulla; e se si trovasse qualcosa il risultato sarebbe enorme. Un'altra possibilità sarebbe quella di far controllare le immagini a una schiera di appassionati ma richiederebbe tantissimo tempo, un notevole sforzo di coordinamento e si correrebbe il rischio di non trovare quello che si cerca o - peggio - di vedere quello che non c'è.

Ve li immaginate quelli che vedono colombe spaziali nelle foto della sonda SOHO oppure astronavi giganti in pelucchi sulle lastre fotografiche che cercano segni di civiltà aliena nelle foto lunari? Troverebbero più segni di vita sulla Luna che sulla Terra...



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